Nihil sub solo novi. Milano e le vie dell’acqua
May 22nd, 2010
Progetto di Amatulli, Ballabio, Corazza, Pelà, Roveta
Raccontare una città a partire dall’infrastruttura dell’acquedotto e dalle sue centrali di pompaggio a partire dal testo di Vittorio Motta “L’acquedotto di Milano”.
Nell’arco della storia l’approvigionamento idrico è sempre stato di importanza cruciale per la fondazione e lo sviluppo delle diverse civiltà. In particolare con la nascita delle prime città, poi evolute nelle moderne metropoli, gli impianti di distribuzione dell’acqua potabile si sono rivelati specchio dell’evoluzione tecnologica ed architettonica della società.
Oggigiorno la metropoli diviene così un organismo, il cui scheletro è un insieme onnipresente di reti infrastrutturali che ne regolano il funzionamento e il rapporto con la cittadinanza.
L’idea progettuale è quella di comunicare Milano attraverso le peculiarità tecniche e storiche dell’infrastruttura dell’acqua potabile: vengono così individuate 10 centrali di sollevamento all’interno della metropoli, veri e propri punti di collegamento con il mondo sotteraneo dell’acquedotto.
I dieci luoghi individuati rispecchiano diversi spaccati della città, appartenenti tutti alla stessa Milano, proprio
come le differenti centrali sono tutte parte della stessa rete idrica. In questo modo, con un analisi “biologicacomunicativa”
della metropoli, si scopre come lo stesso organismo assuma forme diverse in superficie pur rimanendo immutato a livello infrastrutturale.
La struttura del dispositivo:
sito web; applicazione mobile; guida tascabile cartacea








Comments are closed.